giovedì 29 dicembre 2011

VINCERO' .......


....... l'orgoglio con l'umiltà, l'odio con l'amore, l'agitazione con la calma, l'egoismo con la generosità, il male con il bene, l'ignoranza con la conoscenza, e l'inquietudine con la pace che nasce dalla profonda meditazione.

mercoledì 28 dicembre 2011

VIVERE D'AMORE .......

.......non è piantare la tenda sulla cima del Tabor, ma salire con te sul Calvario, o Gesù, e desiderare il tesoro della croce.

Vivrò in cielo esultante, quando ogni prova sarà passata per sempre.

martedì 27 dicembre 2011

O DIO!

Attendo te, o Dio, poichè desidero soltanto te.
Solo tu sei nel mio cuore: tutto il resto si rivela nulla per me.

venerdì 23 dicembre 2011

BAMBINO SFACCIATO

Come sei sfacciato, o Bambino, che ti getti nelle braccia di tutti.
A chiunque ti trova, tu sorridi; a chiunque ti vede, tu vuoi bene: è come se il tuo amore avesse fame degli uomini!
Forse non sai distinguere tra i tuoi genitori e gli estranei, tra la tua mamma e le serve, tra colei che ti nutre col suo latte e le donne impure?
Questa è la tua sfacciataggine oppure il tuo amore?
Tu, che tutto ami, come sei irrequieto, che ti getti nelle braccia di chiunque ti vede!
E' lo stesso se son ricchi o se son poveri: tu cerchi rifugio in loro, senza bisogno che ti chiamino.
Donde ti viene questo essere così affamato di ricchezza e povertà?
Bambino sfacciato!

mercoledì 21 dicembre 2011

UN RIASSUNTO DELL'UNIVERSO


Il Creatore ci ha dato un corpo fisico come riassunto dell’Universo. 
Gli Iniziati del passato avevano scoperto delle corrispondenze tra i diversi organi, tra le varie parti del corpo, e le costellazioni celesti. 
Sapevano dunque che la testa è legata all’Ariete, il collo al Toro, le braccia ai Gemelli, lo stomaco al Cancro, il cuore al Leone, i reni alla Bilancia, gli organi genitali allo Scorpione, le cosce al Sagittario, le ginocchia al Capricorno, i polpacci all’Acquario e i piedi ai Pesci.

lunedì 19 dicembre 2011

PERFETTA LETIZIA

Avvenne un tempo che, san Francesco d’Assisi e frate Leone andando da Perugia a Santa Maria degli Angeli, il santo frate spiegasse al suo compagno di viaggio cosa fosse la "perfetta letizia".
Era una giornata d’inverno e faceva molto freddo e c’era pure un forte vento tanto che procedevano camminando l’uno innanzi all’altro e, mentre frate Leone stava avanti, frate Francesco chiamandolo diceva: "Frate Leone, se avvenisse, a Dio piacendo, che i frati minori dovunque si rechino dessero grande esempio di santità e di laboriosità, annota e scrivi che questa non è perfetta letizia".
Andando più avanti San Francesco chiamandolo per la seconda volta gli diceva: "O frate Leone, anche se un frate minore dia la vista ai ciechi, faccia raddrizzare gli storpi, scacci i demoni, dia l’udito ai sordi, fa camminare i paralitici, dia la parola ai muti, e addirittura fa resuscitare i morti di quattro giorni; scrivi che non è in queste cose che sta la perfetta letizia".
E ancora andando per un poco san Francesco grida chiamandolo: "O frate Leone, se un frate minore parlasse tutte le lingue e conoscesse tutte le scritture e le scienze, e sapesse prevedere e rivelare non solo il futuro ma anche i segreti più intimi degli uomini; annota che non è qui la perfetta letizia".
E andando ancora più avanti san Francesco chiamando forte diceva: "O frate Leone pecorella di Dio, anche se il frate minore parlasse la lingua degli angeli, conoscesse tutti i misteri delle stelle, tutte le virtù delle erbe, che gli fossero rivelati tutti i tesori della terra, e tutte le virtù degli uccelli, dei pesci, delle pietre, delle acque; scrivi, non è qui la perfetta letizia".
E andando più avanti dopo un po’ san Francesco chiamava il su compagno di viaggio: "O frate Leone, anche se i frati minori sapessero predicare talmente bene da convertire tutti i non credenti alla fede di Cristo; scrivi non è questa la perfetta letizia".
E così andando per diversi chilometri quando, con grande ammirazione frate Leone domandò: "Padre ti prego per l’amor di Dio, dimmi dov’è la perfetta letizia"
E san Francesco rispose: "Quando saremo arrivati a Santa Maria degli Angeli e saremo bagnati per la pioggia, infreddoliti per la neve, sporchi per il fango e affamati per il lungo viaggio busseremo alla porta del convento. E il frate portinaio chiederà: chi siete voi? E noi risponderemo: siamo due dei vostri frati. E Lui non riconoscendoci, dirà che siamo due impostori, gente che ruba l’elemosina ai poveri, non ci aprirà lasciandoci fuori al freddo della neve, alla pioggia e alla fame mentre si fa notte. 
Allora se noi a tanta ingiustizia e crudeltà sopporteremo con pazienza ed umiltà senza parlar male del nostro confratello, anzi penseremo che egli ci conosca e che il Signore vuole tutto questo per metterci alla prova, allora frate Leone scrivi che questa è perfetta letizia. 
E se noi perché afflitti, continueremo a bussare e il frate portinaio adirato uscirà e ci tratterà come dei gaglioffi importuni, vili e ladri, ci spingerà e ci sgriderà dicendoci: andate via, fatevi ospitare da altri perché qui non mangerete né vi faremo dormire. Se a tutto questo noi sopporteremo con pazienza, allegria e buon umore, allora caro frate Leone scrivi che questa è perfetta letizia.
E se noi costretti dalla fame, dal freddo e dalla notte, continuassimo a bussare piangendo e pregando per l’amore del nostro Dio il frate portinaio perché ci faccia entrare. E questi furioso per cotanta molesta insistenza si riprometterebbe di darci una sonora lezione, anzi uscendo con un grosso e nodoso bastone ci piglierebbe dal cappuccio e dopo averci fatto rotolare in mezzo alla neve, ci bastonerebbe facendoci sentire uno ad uno i singoli nodi. Se noi subiremo con pazienza ed allegria pensando alle pene del Cristo benedetto e che solo per suo amore bisogna sopportare, caro frate Leone, annota che sta in questo la perfetta letizia. 
Ascolta infine la conclusione, frate Leone: fra tutte le grazie dello Spirito Santo e doni che Dio concede ai suoi fedeli, c’è quella di superarsi proprio per l’amore di Dio per subire ingiustizie, disagi e dolori ma non possiamo vantarci e glorificarci per avere sopportato codeste miserie e privazioni perché questi meriti vengono da Dio. Infatti le sacre scritture dicono: cosa hai tu che non sia stato concesso da Dio? 
E se tu hai ricevuto una grazia da Dio perché te ne vanti come se fosse opera tua? Noi ci possiamo gloriare nella nostra croce fatta di sofferenze e privazioni. Sul Vangelo sta scritto: Io non mi voglio gloriare se non nella croce di nostro Signore Gesù Cristo".

PIUTTOSTO, PREGATE

Quando qualcuno vi procura delle difficoltà, non cercate di difender- vi.
Piuttosto, pregate.

domenica 18 dicembre 2011

venerdì 16 dicembre 2011

VERSO I NEMICI

Ciò che forse è più importante, nel modo amoroso di essere nel mondo, è l'atteggiamento verso i nemici e i mezzi da usare per vincere il male.

Nell'antico testamento la norma - come Cristo ricorda! - era occhio per occhio, dente per dente.
Eppure, Cristo ci insegna ad amare i nostri nemici, a pregare per quelli che ci perseguitano e a rendere bene per male.

Non dobbiamo mai rispondere al male con la vendetta, nè cercare di infliggere del male ai nostri nemici; al contrario, uno deve rispondere al male facendo del bene, e mostrandosi pieno d'amore.
Paolo ha insegnato che il seguace di Cristo non deve mai rendere male per male, bensì trionfare sul male col bene.
Rendendo amore per odio e bene per male, si accumulano carboni ardenti sul capo dei nemici, perchè l'amore vince tutto.


IDENTIFICAZIONE

Libero è l'uomo che forma una sola cosa con Dio: solo se abbandona se stesso a Dio l'uomo riceve se stesso indietro, e la sua libertà s'identifica con la libertà di Dio.

A VANTAGGIO

A coloro che veramente conoscono e amano Dio e lo servono nel fratello, non accadrà nulla che non sia per il loro bene: ogni cosa che accade loro sarà a loro vantaggio.

giovedì 15 dicembre 2011

MIRACOLO DI CATERINA DA SIENA

Era occupata, un giorno, nei servigi più umili di casa, e se ne stava seduta vicino al fuoco, tutta intenta a girare l'arrosto.
L'anima sua non era però meno infiammata dal fuoco dello Spirito Santo, e, pensando all'Amore dell'anima sua, parlandogli mentalmente, fu rapita in estasi.
Allora la sua mano cessò di far girare lo spiedo.
Lisa, moglie di un fratello della Vergine, la quale può ancora confermare la cosa, si avvide di tutto e corse a girare l'arrosto, lasciando che Caterina godesse la compagnia dello Sposo celeste.
Dopo cena, poichè la Vergine era ancora in estasi, Lisa sbrigò pure tutte le faccende, lasciando che quella seguitasse a godere divine consolazioni. 
Poi, come al solito, andò in camera, servì il marito e i figlioli, e quando li ebbe messi a letto, pensò di tornare in cucina per vigilare la cognata e vedere la fine dell'estasi.

Dopo non breve tempo, infatti, uscita di camera, passò dove aveva lasciato la santa vergine del Signore rapita in estasi, e vide che il suo corpo era caduto disteso sui carboni accesi.
In casa, v'era grande abbondanza di fascine, perchè ci volevano per cuocer le tinte.
A quella vista, Lisa mandò un grido: "Misericordia, Caterina è tutta bruciata!", e corse a toglierla dal fuoco.
Dovè subito accorgersi, però, che il corpo e le vesti non erano stati per niente toccati dal fuoco, nè sentì puzza di bruciato.
Lo straordinario è che non si videro neppure tracce di cenere sulla veste della vergine, la quale, a conti fatti, risultò che era rimasta sul fuoco più ore.
La immagini, o lettore, la virtù del fuoco invisibile che era nascosto nell'anima della santa vergine, dalla cui potenza fu annientata la forza naturale del fuoco visibile?
Il fatto miracoloso si ripetè altre volte!

mercoledì 14 dicembre 2011

STA' ALLEGRO ......

....… chè la tua malinconia l’han preparata già ieri, sbrigandosi di ogni tuo desiderio: già ieri.

Vivi lieto, chè, senza che tu lo chiedessi, ieri, han fissato il tuo domani: ieri.


martedì 13 dicembre 2011

OTTIMO RIMEDIO

E' ottimo rimedio, nel tempo delle tribolazioni e aridità di spirito, l'immaginarsi di essere come un mendico, alla presenza di Dio e dei Santi, e come tale andare ora da questo Santo, ora da quell'altro a domandar loro elemosina spirituale, con quell'affetto e verità onde sogliono domandarla i poveri. 

lunedì 12 dicembre 2011

NESSUNA OFFESA

L'abate Antonio predisse all'abate Amun: "Tu farai molti progressi nel timor di Dio".
Poi lo condusse fuori dalla cella e gli mostrò una pietra: "Mettiti a ingiuriare questa pietra", gli disse, "e colpiscila senza smettere".
Quando Amun ebbe terminato, sant'Antonio domandò se la pietra gli avesse risposto qualcosa.
"No", disse Amun.
"Ebbene! anche tu", aggiunse l'anziano, "devi raggiungere questa perfezione e pensare che non ti si fa nessuna offesa".

PARLARE O TACERE?

Un fratello chiese al padre Poemen: "È meglio parlare o tacere?".
L'anziano disse: "Chi parla per amore di Dio fa bene, e chi tace per amore di Dio fa ugualmente bene".

RINGRAZIAMENTO A DIO O ADORAZIONE DEL PROPRIO IO?

L'uomo è la creatura che prova, profondo dentro di sè, il bisogno del ringraziamento e dell'adora- zione.
L'idea di un essere divino onnipotente è radicata profonda- mente in fondo alla psiche umana e, quando viene meno il riconosci- mento di tale idea, qualcos'altro, di solito qualcosa di estremamente inadeguato e stupido, viene trasformato in Dio.
La realtà, da una prospettiva cristiana, è che l'uomo è un essere fatto per rendere culto; di conseguenza, o egli renderà grazie e adorazione a Dio, o diverrà un idolatra asservito ad un falso Dio.

La persona umana deve dunque scegliere fra il  ringraziamento reso a Dio e l'adorazione del proprio io, tra la glorificazione di Dio e l'affermazione di sè.
Scegliere la seconda possibilità è un tentativo di confermare il proprio io quale realtà primaria, un rimanere all'interno dell'io, il trovarsi in uno stato sempre più profondo di alienazione e di solitudine; uno scavare un baratro tra se stessi e il resto della realtà.
Scegliere di glorificare Dio, all'opposto, significa salire la spirale della trascendenza, essere estatici nel proprio pensare, amare e vivere; significa superare ogni dualismo per entrare in forme sempre più ricche di comunione e di inabitazione armoniosa.

DAI FIORETTI DI SAN FRANCESCO

Ed ivi era una femmina bellissima del corpo, ma sozza dell'anima, la quale richiese santo Francesco di peccato.
E dicendole santo Francesco: "Io accetto, andiamo a letto", ella lo menava in camera.
Disse santo Francesco: "Vieni meco, io ti recherò a un letto bellissimo".
E menolla a un grandissimo fuoco che si faceva in quella casa; e, in fervore di spirito, spogliasi ignudo, e gittasi a lato a questo fuoco su lo spiazzo affocato, e invita costei che si spogli e vada a giacere con lui in quel letto spiumacciato e bello.

E stando così santo Francesco per grande spazio con allegro viso, e non ardendo, nè punto abbronzandosi, quella femmina per tale miracolo spaventata, e compunta nel cuor suo, non solamente si pentì del peccato e della mala intenzione, ma eziandio si convertì perfettamente alla fede di Cristo, e diventò di tanta santità che per lei molte anime si salvarono in quelle contrade.

AVVISI INTERIORI

Tutto ciò che è attorno a voi, cari figli, vi guida verso le cose terrene, ma io desidero guidarvi verso un tempo di grazia, durante il quale siate sempre più vicini col cuore a Mio Figlio, onde Lui possa guidarvi verso il suo e mio amore (da Medjugorje, 15 novembre 2011).

NATALE!?

Cristo si rivolta nella mangiatoia e nella tomba, se ne ha una, e, a costo di un'altra croce, lancia ancora strali contro l'establi- shment politico, economico, religioso di oggi.

SOLO DI COLUI CHE .......

Non permettiamo mai che il nostro cuore si faccia schiavo di qualcuno, ma solo di Colui che lo acquistò con il suo sangue.

DIVINA PRESENZA

Il Signore ci conceda di non perdere mai di vista la sua divina presenza.

LA MEDITAZIONE

Un cristiano che non ama la meditazione è moralmente impossibile che viva fervoroso, ma vivrà tiepido e rilassato. 
A maggior ragione un sacerdote o un religioso.

L'ONNIPOTENZA DI DIO

L'onnipotenza di Dio si manifesta soprattutto nel perdono e nella misericordia.

PREGARE

Certo, bisogna imparare a pregare. 
E a pregare si impara pregando, come si impara a camminare camminando.

IL PERDONO

Il perdono è l'essenza stessa di Dio.

domenica 11 dicembre 2011

GIOVANI SPOSE E CASTELLO INTERIORE


I più dolci sentori emanano dalle giovani spose (Platone), purchè forti del castello interiore di cui parla Teresa d'Avila (ndr). 

Oggi, purtroppo, già cedono gli occhi a quindici anni, gonfie di sesso che vedono dalla tv, dalla scuola, dal desco: questa è la fine del mondo (se mondo vuol dire "mondo"), più che le profezie di Padre Pio o quelle Maya.

Sta scritto: se non diventerete come bambini, non entrerete nel regno dei cieli, ma oggi l'infanzia si perde precocemente, e quindi le meraviglie dell'Anima, cui ognuno tende, sono precluse anzitempo.

Relativamente alle profezie e a tutto ciò che si vede in rete, si è in presenza di sciocchezze, poichè Dio permette all'uomo di sopravvivere alla propria disintegrazione attimo dopo attimo: la benchè minima variazione dell'asse terrestre esiterebbe in polverizzazione della terra, stando ai calcoli matematici, mentre esso è lì a muoversi da sempre, anche in misura notevole, come è capitato in questi ultimi decenni.

DIO NON SBAGLIA MAI

A SECONDA DELLE CIRCOSTANZE .......

....... dobbiamo saperci mostrare indulgenti o severi: è su questo equilibrio che è basata la vita in società. 
A prescindere dalle qualità che possiede, chi si mostra sempre severo o sempre indulgente non fa che complicare le situazioni. 
È evidente che la fermezza e la dolcezza sono in opposizione permanente, e non si può chiedere loro di essere diverse da ciò che sono: entrambe sono necessarie e, per poterle utilizzare bene, c’è un metodo.
  
Nel momento stesso in cui si deve agire con severità, è bene risvegliare contemporaneamente nel cuore l’indulgenza, altrimenti si diverrà duri, ingiusti. 

Viceversa, quando si vuol manifestare indulgenza nei confronti di una persona, occorre rimanere lucidi e far sentire a quella persona che non permettete che si approfitti di voi, affinché essa non pensi che siate deboli e che possa fare tutto. 

Sì, c’è sempre un equilibrio da trovare, ed è questa la difficoltà.

BHAGAVAD GITA

Come si può trovare piacere nell'atto sessuale con questo corpo, che non è altro che un sacco di carne e ossa, pieno di sangue e ricoperto di pelle, che secerne muco ed esala odori fetidi?

venerdì 9 dicembre 2011

IL PIU' DOTTO .......

....... professore di teologia del mondo, che non abbia mai avuto l'occasione di avventurarsi nel rischio dell'amore condividendo la sofferenza di un altro perchè soffra meno, non conosce Dio.

giovedì 8 dicembre 2011

CREDERE E TESTIMONIARE

Si tratta di credere all'amore, e di testimoniarlo come criterio di vita personale, comunitaria e sociale, per porre rimedio ai mali cruenti del nostro mondo morale: il lassismo, il disimpegno e la disperazione, l'odio e l'indifferenza, l'ingiustizia e l'apostasia dalla fede.

PRINCIPIO E COMPIMENTO

Noi siamo debitori a Maria perchè tutte le nostre cose più grandi ebbero principio e compimento nel giorno dell'Immacolata.

SE DUNQUE

Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello, sarà sottoposto a giudizio.
Chi poi dice al fratello: "Stupido", sarà sottoposto al Sinedrio.
E chi gli dice : Pazzo", sarà sottoposto al fuoco della Geenna.

Se dunque presenti la tua offerta sull'altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia il tuo dono davanti all'altare e và prima a riconciliarti con il tuo fratello, e poi torna ad offrire il tuo dono. 

IN UN SOLO PRECETTO

Tutta la legge trova la sua pienezza in un solo precetto: "Amerai il prossimo tuo come te stesso!".

LA GIOIA PIU' GRANDE .......

....... è quella che deriva dal libero dono di sè all'altro.

La virtù della condivisione e del servizio volontario offre dei sorrisi meravigliosi, che possono essere conosciuti solo da chi la pratica.

mercoledì 7 dicembre 2011

LA PROMESSA DEL DEVOTO

Vincere l'orgoglio con l'umiltà, l'odio con l'amore, l'agitazione con la calma, l'egoismo con la generosità, il male con il bene, l'ignoranza con la conoscenza, e l'inquietudine con la pace che nasce dalla profonda meditazione.

PASSARE PER DOVE ORA NON SEI

Per giungere a gustare il tutto, non cercare il gusto in niente.
Per giungere al possesso del tutto, non voler possedere niente.
Per giungere ad essere tutto, non voler essere niente.
Per giungere alla conoscenza del tutto, non cercare di sapere qualche cosa in niente.
Per venire a ciò che ora non godi, devi passare per dove non godi.
Per giungere a ciò che non sai, devi passare per dove non sai.
Per giungere al possesso di ciò che non hai, devi passare per dove ora niente hai.
Per giungere a ciò che non sei, devi passare per dove ora non sei.

sabato 3 dicembre 2011

CHI E' DIO!?

DONANDOSI .......

......., si riceve.

Dimenticando se stessi, ci si ritrova.

DESIDERO .......

....... poco, e quel poco che desidero lo desidero poco.

venerdì 2 dicembre 2011

A VOLTE

A volte veniamo svuotati perchè la Vita vuole che conosciamo molta più Luce.

DISPERDERSI

Tutto ciò che ti è avvenuto è stata la preparazione a camminare nel mondo come luce: adesso sei stato trovato, ed il rincorrersi di molte vite è terminato.

A mano a mano che ogni strato di polvere viene tolto dalla superficie, il Tu che hai conosciuto deve disperdersi.

Lascia che questa luce divenga il tuo discorso e il tuo silenzio.
Lascia che il dolore che ha dimorato in te muoia.
Lascia che le persone che ti amano amino se stesse.
Lascia che la terra tremi, che le stelle brucino, che i cieli si squarcino quando tu farai ciò.

Per quanto sia dolorosa questa parte, tu eri destinato a veder la tua luce disperdersi.

giovedì 1 dicembre 2011

CONSACRATI

Quanti decidono di mettere la vita nelle mani di Dio, lasciando ogni egoismo per seguire la Sua strada, sono accolti dal Signore come suoi consacrati.

Dio non fa differenza di persone: riceve con amore il dono di ciascuno.

Non meravigliamoci, dunque, perchè non ci è chiesto di fare grandi cose, nè di pronunciare discorsi sublimi per piacere a Dio; ci è chiesto solo di essere come bambini fiduciosi, senza malizia, che credono nella bontà del Padre loro ed a Lui si affidano, certi di riveverne in cambio solo bene e felicità.