giovedì 16 maggio 2013
TAYLOR HA SCONFITTO IL CANCRO
mercoledì 15 maggio 2013
DIETA SENZA MUCO
La farina bianca ed i prodotti da essa derivati (pane, pasta, pizza,
dolciumi, ecc.), durante la digestione diventano una specie di colla: in tempo
di guerra facevano giocare i ragazzini con una colla fatta di farina bianca
cotta in poca acqua.
Questa poltiglia può essere considerata come una sorgente
di innaturale muco, che costituisce un importantissimo fattore di inquinamento del nostro
organismo.
Nel tempo, esso diventa capace di attaccarsi alle pareti
intestinali, e ad altre condutture organiche, e di ricoprirle con uno strato sempre
più spesso.
Ognuno di noi, anche se crede di essere in buona salute, ha
accumulato fin dalla prima infanzia una certa quantità di materiali di rifiuto,
in special misura sulle pareti intestinali.
Si pensi al proposito che esami di
autopsia hanno riscontrato che il 50/60% dei colon esaminati (ultimo tratto
intestinale) conteneva fino a 6/7 chilogrammi di rifiuti di cui alcune parti
risalenti a diversi anni prima.
Il fatto che una persona abbia lo svuotamento
intestinale ogni giorno non significa che sia libera da un accumulo
indesiderabile di detriti e prodotti di rifiuto sulle pareti dell'intestino.
Questo dipende dal fatto che i villi intestinali sono così fitti e sottili che
possono trattenere le sostanze collose (muco) con cui entrano in contatto:
sostanze che vi restano letteralmente attaccate.
Ora, i padroni del vapore, invece di tornare indietro evitando il percorso dal pane 00, al latte e ai formaggi zeppi di veleni, ai polli da batteria, alla nutella, alle molecole, stanno continuando, nel resto del mondo, il medesimo giro.
Non ci sono parole!
Ora, i padroni del vapore, invece di tornare indietro evitando il percorso dal pane 00, al latte e ai formaggi zeppi di veleni, ai polli da batteria, alla nutella, alle molecole, stanno continuando, nel resto del mondo, il medesimo giro.
Non ci sono parole!
LE SOFFERENZE PAZIENTI
Quelli che sopportano le sofferenze con ogni pazienza sono invece come le acque che scorrono veloci, e sono ancora più limpide quando passano sulle rocce e cadono in
cascata.
I RADICALI LIBERI
Da una mia pubblicazione, apparsa sul nr di maggio - giugno 1997, di "Civitas Hippocratica", Rivista bimestrale del Centro Studi di Medicina, Direttore Mario Colucci.
A) GENERALITA’
Nel linguaggio corrente, si parla di
Radicali Liberi come di specie chimiche derivanti dall'ossigeno: un atomo di
ossigeno è circondato da quattro coppie di elettroni e, quando i processi
metabolici dell'organismo gliene strappano uno, l'atomo derubato diviene per
l'appunto un RL, che cerca di ripristinare la propria struttura rimpiazzando
l'elettrone perso, rubandolo a sua volta ad un'altra molecola. Questo tentativo
di furto crea, però, un altro RL, con l'innesco di una reazione a catena che
lede le strutture cellulari. La definizione di RL, invero, pur identificando tutte
le sostanze biologicamente attive derivanti dall'ossigeno, è impropria: non
tutte, fra queste, contengono nel loro orbitale esterno elettroni spaiati bensì
appaiati. Le sostanze derivanti dall'ossigeno, sebbene tutte lesive
dell'integrità cellulare, comprendono allora: a) sia i RL in senso stretto
(radicale idrossilico, anione superossido, ossido nitroso); b) sia altre
sostanze derivanti dall'ossigeno (perossido d'idrogeno, acido ipocloroso,
ossigeno singoletto), definite come ROS (Reactive Oxigen Species).
Radicali
Liberi in senso stretto.
- Radicale idrossilico (OH). E'
strettamente reattivo e si genera all'interno della cellula nella reazione fra
acqua ossigenata e ferro o rame liberi o chelati, nella reazione detta di
Fenton.
- Anione superossido (02). Viene
prodotto in una grande quantità di reazioni fisiologiche dell'organismo umano,
fra cui le principali: nell'ossidazione della emoglobina, nei mitocondri a livello della catena di trasporto elettronico, nel reticolo
endoplasmatico, nei macrofagi, nei neutrofili immunologicamente attivati.
- Ossido nitroso (NO). Viene
sintetizzato ad opera di una sintetasi, a partire dall'arginina e la sua produzione
può essere bloccata da inibitori della sintetasi stessa, come la N metilarginina. L'NO si trova in due forme fondamentali:
costituiva (presente nei neuroni e in altre cellule) e inducibile (indotta nell'endotelio vasale dalle' interleuchine liberate dalle cellule infiammatorie, per cui viene prodotto
in gran quantità in tutte le condizioni infiammatorie sistemiche, come nello
shock).
Sostanze
attive derivanti dall'ossigeno o ROS (Reactive Oxigen Species).
- Perossido d'idrogeno (H2 02). Ha
lunga e duratura emivita ed è il prodotto di dismutazione del superossido ad
opera di enzimi, le superossidodismutasi o SOD, rame-zinco-manganese dipendenti.
L'intervento delle SOD è fondamentale perchè bloccano il reattivo anione
superossido trasformandolo nella meno reattiva acqua ossigenata, sebbene questa
attraversi la membrana cellulare e dentro la cellula reagisca con ferro o rame
liberi o chelati, con formazione di radicale idrossilico.
- Acido ipocloroso. Nasce dall'interazione
fra agenti esterni e cellule del sistema immunitario: è molecola altamente
lesiva per proteine ed aminoacidi del DNA.
I RL hanno di base un ruolo
protettivo (le cellule immunitarie, ad esempio, le impiegano come armi di
difesa contro microrganismi patogeni) e sono di norma contrastati dal
cosiddetto "pool antiossidativo" (secondo un modello di bilancia omeostatica)
costituito da sostanze intracellulari enzimatiche e da extracellulari anche non
enzimatiche (fra cui melatonina e bilirubina), così divise: 1) Antiossidanti
enzimatici: superossido - dismutasi o SOD (Cu-Zn-Mn dipendente); glutationperossidasi;
catalasi. 2) Antiossidanti non enzimatici lipofili: betacarotene; vit. E;
ubichinolo. 3) Antiossidanti non enzimatici idrofili: glutatione ridotto;
vit.C; ac. urico; albumina. 4) Sequestratori di ioni dei metalli di
transizione, potenti attivatori dello stress ossidativo cellulare: ceruloplasmina
(sequestra gli ioni rame). Quando, però, la quantità degli stessi RL aumenta al
punto da non poter essere più contrastati, verificandosi il cosiddetto
"stress ossidativo", essi esplicano tutti i loro danni a carico delle
strutture biologiche. Tali danni possono riguardare sia le membrane (ove
avviene una lipoperossidazione, cioè l'innesco, in genere ad opera di un idrossiradicale,
di una reazione a catena di ossidazione degli acidi grassi polinsaturi presenti
nei fosfolipidi di cui sono ricche le membrane cellulari stesse), sia alcune
molecole insature presenti nelle cellule (aminoacidi, purine, catecolamine),
sia lo stesso nucleo cellulare (con danneggiamento delle basi del DNA e
dell'RNA e conseguenti, possibili errori di trascrizione e traduzione dell'informazione
genica).
B) I DANNI ALLE STRUTTURE BIOLOGICHE
1) Sistema cardiovascolare: studi recenti
sulla sequenza aterogenetica evidenziano il forte ruolo delle LDL ossidate e
dei RL derivanti in particolare dai Macrofagi: Secondo il modello risultante da
tali studi, le LDL (modificate ossidativamente ad opera dei macrofagi, delle
cellule endoteliali, delle cellule
muscolari lisce ed in ogni caso dalle
forme attive dell'ossigeno) da un verso attraggono nell'intima i monociti
circolanti e, infarcendoli di gocce lipidiche, Ii trasformano in cellule
schiumose; d'altro canto bloccano in situ tali macrofagi, inibendone il rientro
nella corrente ematica. Ma sussiste anche un danno diretto (sino alla necrosi) delle
cellule endoteliali (con denudazione di aree intimali) ad opera dei RL (anione
superossido, radicale idrossilico, perossido d'idrogeno), che vengono immessi
dalle cellule schiumose nel sottoendotelio, unitamente ad enzimi litici quali
collagenasi, elastasi, lipasi. Tramite l'azione del PDGF, di eventuali altri fattori
di crescita e dei prodotti di ossidazione dell'acido arachidonico
(endoperossidi, trombossano A2, malonildialdeide), rimarrebbe consolidata in
via definitiva la placca o la lesione aterosclerotica in sè. Infine,
l'intervento dei RL si traduce anche in alterazioni emostatiche ed emoreologiche
(ad esempio
sul fibrinogeno, sull'aumentata
viscosità ematica, sulla ridotta deformabilità eritrocitaria), perchè esse danneggiano
le proteine dotate di gruppi superficiali SH, acidi nucleici (a livello di basi
azotate e molecole saccaridiche), collagene (30% delle proteine totali), ac.
ialuronico (viene depolimerizzato), elastina arteriosa. Un danno specifico operato
dai RL è la lipoperossidazione delle cellule muscolovasali della zona cardiaca
interessata da un infarto che riconosce poi marcate riduzioni di enzimi antiossidanti
(SOD e glutationperossidasi).
2) Sistema broncopolmonare: il polmone,
per le sue caratteristiche anatomofunzionali, è un organo particolarmente a
rischio di danno ossidativo. Gli ossidanti vengono prodotti dalle cellule
parenchimali durante i normali processi biochimici, ma possono arrivare al
polmone anche attraverso la via esogena: il fumo di sigaretta rappresenta il
caso più tipico, insieme a quello indotto dall'inquinamento ambientale; altre
fonti sono rappresentate dalle cellule infiammatorie in condizione di
stimolazione cronica. Il processo infiammatorio, ritenuto il maggior meccanismo
patogenetico della BPCO, è caratterizzato da fenomeni di vasodilatazione ed
aumentata permeabilità capillare, da incremento delle cellule caliciformi e da
un infiltrato cellulare con macrofagi e neutrofili, essendo stata dimostrata
l'azione di alcuni mediatori (fra cui l'elastasi e la mieloperossidasi dei
neutrofili) in grado di danneggiare l'epitelio respiratorio. I RL sono presenti
nelle sedi di infiammazione
sia per la produzione endogena di
macrofagi e neutrofili che per l'inspirazione di fumo di sigaretta.
3) Pancreas: i RL aumentano enormemente
le lipoperossidazioni delle membrane delle cellule di Langerhans e le lesioni
del loro DNA, favorendo in modo chiaro la progressione diabetica.
4) Cristallino: i polipeptidi del
cristallino vengono modificati da perossidi e radicali idrossilici in modo
ingravescente, sino alla formazione di cataratta.
5)Sinovia: l'ac. ialuronico presente
nel liquido sinoviale viene depolimerizzato dai radicali idrossilici, in chiara
connessione con lo sviluppo di artropatie.
6) Sistema nervoso: il tessuto
cerebrale è l'organo maggiormente esposto ai danni da RL. E' infatti molto
ricco di acidi di grassi polinsaturi (loro substrato preferito); è carente di alcuni
enzimi antiossidanti (come glutationperossidasi, SOD e catalasi); a parità di
peso, consuma più ossigeno, con abbondanza di reazioni ossidoriduttive e
maggior sensibilità al danno radicalico. Il danno alle strutture biologiche
prodotto dallo stress ossidativo (perossidazione in particolare) costituisce via
comune dei diversi meccanismi molecolari che sostengono molte malattie degenerative
del sistema nervoso (Parkinson, Alzheimer, Sclerosi multipla, corea di
Huntington). Appaiono inoltre interessanti le sperimentazioni sui traumatizzati
spinali: le perossidazioni successive ai traumi che inducono danno nervoso e
questo stesso possono essere bloccate nell'80% dei casi intervenendo
immediatamente con dosi elevate di antiossidanti (glutatione, vit. C) per via
parenterale.
7) Infezioni: l'attenzione dei
ricercatori è concentrata sulle condizioni dell'ambiente cellulare interno, favorenti
o meno l'attecchimento e la diffusione dell'infezione. Si è visto che un virus,
per potersi riprodurre dentro una cellula, ha bisogno di un ambiente ossidato e
inoltre, aggiungendo glutatione ridotto alle cellule infettate dal virus, si
ottiene la risoluzione dell'infezione. Dalla Germania, dagli USA, dalla
Francia, giungono lavori sull'AIDS che hanno come razionale lo stress
ossidativo cellulare e la conseguente terapia
antiossidante, visto anche che i
principali farmaci antiretrovirali lo incrementano notevolmente con decremento
dei livelli di glutatione ridotto, ubichinolo e vit. E.
8) Cancro: i RL presenti in gran
quantità nelle cellule cancerose si possono bloccare aumentando i livelli
intracellulari di enzimi antiossidanti (SOD e catalasi).
Due
informazioni:
A) Fumo di sigaretta: insieme a
numerose sostanze (fra cui il tossicissimo cadmio), esso veicola nell'organismo
la nicotina ed i tiocianati che da essa derivano: vengono così favoriti il
release delle catecolamine e la successiva formazione di RL come il perossido
d'idrogeno, ogni sigaretta accesa essendo in grado di produrre quindici milioni
di miliardi di RL.
B )Radio-televisione-computer: i
numerosi stimoli visivi e acustici di questi tre mezzi veicolano informazioni
rapide, spesso contraddittorie e paradossali, esitando in netta diminuzione
delle riserve di SOD ed in astenia generalizzata.
C)SISTEMI
DI DIFESA DAI RL
Ci si può difendere dai danni prodotti
dai RL con gli antiossidanti. Questi, grazie alla loro particolare struttura molecolare,
possono cedere un elettrone ai RL stabilizzandoli, ma senza diventare a loro
volta pericolosi cacciatori di elettroni. Gli antiossidanti
sono suddivisi in:
1) Farmaci antiossidanti: esiste
un'intensa ricerca dedita alla messa a punto di farmaci sintetici anti RL, da
impiegare sia come supporto in determinate condizioni patologiche, sia come
antiossidanti nella dieta giornaliera. I più importanti e noti sono, fra essi,
il glutatione
ridotto e l'acetilcisteina.
2) Enzimi endogeni: tale linea di
ricerca si occupa di potenziare la naturale attività antiossidante dell'organismo
o di stimolare i potenti enzimi antiossidanti endogeni, come la SOD e la glutationperossidasi.
3) Sostanze nutritive antiossidanti: i
nutrienti ad attività antiossidante in natura sono centinaia, ma i più noti
sono i seguenti: - ubichinone o CoQ 10 (pur importante nel metabolismo energetico);
- vitamina A (effetto anticancerogeno); - betacarotene o provitamina A
(sequestra i singoli ioni d'ossigeno e altri radicali e protegge le LDL); -
vitamina C (sequestra i radicali -OH); - vitamina E (inibisce la catena degli
eventi ossidativi); - biotlavonoidi (sottogruppo di polifenoli ad attività antiossidante,
contenuti in frutta e verdure). Si sottolinea che la vitamina E blocca i RL catturando
i radicali idrossilici ma trasformandosi in radicale, potendo tornare vitamina
nativa solo se la vitamina C le cede un atomo di idrogeno: associarle è
ottimale. Gli antiossidanti nutritivi ideali devono avere un basso peso molecolare
(in modo da poter passare intatti dall'apparato digerente al circolo sanguigno)
e devono avere un potere antiossidante almeno paragonabile a quello dei potenti
enzimi endogeni (come SOD e glutationperossidasi). A tal riguardo, un'industria
britannica ha commercializzato (anche in Italia), in forme farmaceutiche
quali le compresse, ottimi e ricchi estratti vegetali ricavati da agrumi,
acerola, rosa canina, ribes nero ed altri.
BIBLIOGRAFIA
Alderton P.M., Gros J., Green M.D. Cancer Res. 52: 194210, 1992.
Barnett Y.A. British Journal Biomed. Sci. 51: 278-287, 1994.
Coyle J.T. Nature Medicine, IO: 1006-1007,1995.
Coyle J.T., Puttfarcken P. Science, 262: 689-695, 1993.
Derogatis L.R. ed Al. Jama 242: 1504-1509, 1979.
Flanl F. Science 266: 1234-1236, 1994.
Gibbs J.B., Oliff A. CelI., 79: 193-198, 1994.
Hennekens C.H. The Anlerican Journal of Medicine. 97: 3A-2S/3A-13S, 1994.
Rienlersn13 R.A. et AI. Lancet 337: 1-5, 1991.
Sharma H. Radicali liberi. Edizioni
Tecniche Nuove, Sez. Medicina Naturale.
RACCOMANDAZIONE
Vi raccomando la fanciullezza e la gioventù.
Curatene con grande premura la educazione, la più cristiana possibile: mettete loro sott'occhio libri che aiutino a fuggire il vizio e a praticare la virtù.
(don Bosco)
(don Bosco)
martedì 30 aprile 2013
OH, FIGLI MIEI: COM'E' TRISTE!
Tre quarti dei cristiani lavorano - del tutto
intenti al piacere! - solo per soddisfare questo cadavere, il corpo,
che presto marcirà sotto terra: mancano di spirito e buon senso.
martedì 12 marzo 2013
TU SOLO LO PUOI
Nessuno, tra tutti coloro che stanno sotto il cielo, quaggiù, mi può dare consolazione.
Tu solo lo puoi, o Signore mio Dio, celeste medico delle anime, che colpisci e risani, cacci all'inferno e da esso ritogli.
venerdì 22 febbraio 2013
domenica 17 febbraio 2013
lunedì 11 febbraio 2013
UNO YOGI SUPREMO
E' uno yogi supremo chi guarda con mente equanime tutti gli uomini: benefattori, amici, nemici, stranieri, mediatori, esseri odiosi, parenti, peccatori e santi.
mercoledì 30 gennaio 2013
QUESTA E' GRAZIA
Cari figli, questa è grazia: che Io possa essere con voi; perciò accettate e vivete i miei messaggi per il vostro bene.
Io vi amo, e dunque sono con voi per insegnarvi e condurvi verso una vita nuova di rinuncia e di conversione.
Solo così scoprirete Dio e tutto quello che adesso vi è lontano.
CANCRO E LIMONE: COSA NE PENSA U. VERONESI
l
limone (Citrus) è un prodotto miracoloso per uccidere le cellule
tumorali, essendo 10.000 volte più forte della chemioterapia.
Perché
non ne sappiamo nulla? Perché ci sono laboratori interessati a creare
una versione sintetica delle sostanze naturali, traendone enormi
profitti, rivendendo i loro prodotti sotto nomi diversi a prezzi
esagerati.
Il
succo di limone è utile nel prevenire la malattia. Il suo sapore è
gradevole e non produce gli effetti terribili della chemioterapia.
L’albero di limone è noto per la sua varietà di limoni e limette. Si può
mangiare il frutto in diversi modi: si può mangiarne la polpa, premere
il succo, preparare bevande, sorbetti, pasticcini, ecc .. E' apportatore di
tante virtù, ma la più interessante è l’effetto che produce su cisti e
tumori.
Questa
pianta è un rimedio provato contro i tumori di tutti i tipi. E
‘considerato anche come uno spettro anti-microbico contro le infezioni
batteriche e funghi, efficace contro i parassiti interni e vermi, regola
la pressione sanguigna troppo alta, è un antidepressivo, combatte lo
stress e disturbi nervosi.
La
fonte di queste informazioni è affascinante: si tratta di uno dei più
grandi produttori di droga nel mondo, dice che dopo più di 20 test di
laboratorio dal 1970, gli estratti hanno rivelato che: distrugge le
cellule maligne in 12 tipi di cancro, incluso quello del colon, del
seno, della prostata, polmone e pancreas …
I
composti di questo albero hanno dimostrato di essere 10.000 volte più potenti del
prodotto Adriamicina, un farmaco chemioterapico normalmente utilizzato
in tutto il mondo, rallentando la crescita delle cellule tumorali.
E,
cosa ancora più sorprendente: questo tipo di terapia con estratto di
limone distrugge solo le cellule tumorali maligne e non influisce sulle
cellule sane (Istituto di Scienze della Salute, 819 N. L.L.C. Causa Street, Baltimora, MD1201).
Il Limone che previene il tumore allo stomaco, all’intestino e al pancreas
Sembra
sia originario dell’India, ma di questo fatto non siamo proprio sicuri,
in quanto, la parola limun, in arabo, indica indifferentemente tutti
gli agrumi; potrebbe essere che nell’antichità, il limone e le sue
proprietà, fossero già conosciute dal popolo arabo e appellato, insieme a
tutti gli altri agrumi, col nome limun. Una caratteristica quasi unica
del limone è che esso ha la proprietà di fiorire in continuazione, si ha
così la possibilità di vedere in una pianta di limoni fiori, frutti
acerbi e maturi contemporaneamente. Grazie a questo fatto la produzione
dei limoni è presente tutto l’anno, con un rallentamento durante i mesi
più freddi. A differenza degli altri agrumi il limone può giungere a
maturazione anche una volta staccato dalla pianta e molto spesso i
limoni vengono colti ancora verdi, trattati con un procedimento
funghicida, incerati e spediti verso mercati esteri, dove verranno poi
trattati per farli maturare. Per questo motivo è sempre meglio non
consumare la loro buccia, a meno che non si è certi che provengano da
culture biologiche.
Proprietà terapeutiche del limone
Le
proprietà principali del limone nella cultura ormai di massa
risiederebbero nel suo alto contenuto di vitamina C; 100 g di frutto
fresco, e per fresco si intende appena colto, contengono 50g di vitamina
C. Questa vitamina così importante per la nostra salute si degrada
molto rapidamente e la sua conservazione in frigorifero non riesce certo
a mantenerla integra al 100%. Oltre alla vitamina C, il limone
contiene: saccarosio, glucosio e fruttosio ( zuccheri immediatamente
assimilabili), sali minerali, calcio, fosforo, ferro, manganese, rame e
altre importanti vitamine del gruppo B e A.
Il
limone si presenta come un ottimo antisettico e battericida, ma non
solo: è anche un valido aiuto per chi ha poche difese immunitarie in
quanto è in grado di “aumentare” la produzione dei globuli bianchi, è
anche rinfrescante, disintossicante, e calmante. È anche ottimo contro i
dolori reumatici e funge bene da “scudo”, contro la pressione alta. È
particolarmente indicato anche per coloro che soffrono di anemia ed è un
buon stimolatore gastro-epatico-pancreatico. Anche per quanto riguarda
il trattamento del diabete, questo frutto si è dimostrato un ottimo
deterrente. Alcuni recenti studi americani hanno evidenziato che il
limone, se assunto regolarmente e nelle dosi giuste, potrebbe svolgere
anche un’azione preventiva contro il tumore dell’intestino, dello
stomaco e del pancreas.
Il
limone ha proprietà depurative disintossicanti dell’organismo e la sua
assunzione regolare, preferibilmente al mattino quando si è ancora
digiuni, aiuta a regolarizzare l’intestino, e combatte addirittura la
cellulite. E’ interessante l’uso che viene fatto di una sostanza
contenuta nel limone, chiamata limonene, che viene impiegata con
successo per la distruzione dei calcoli nella cistifellea e diventata
ultimamente famosa, in quanto, secondo recenti studi americani, se
assunto regolarmente, avrebbe proprietà antitumorali a livello
preventivo, soprattutto per quanto riguarda pancreas, stomaco e
intestino.
Il
limone è molto consigliato contro nausea, diarrea e soprattutto per chi
ha necessità di irrobustire le difese immunitarie; il suo succo fresco
ha la proprietà di prevenire l’arteriosclerosi, ha benefici sul fegato,
sul pancreas e sul sangue, favorendone la fluidità. Il limone, quando è
veramente fresco, appena colto, oltre che rimineralizzante e antianemico
è un buon attivatore delle difese organiche e un ottimo disinfettante.
Infine, questo frutto è anche un efficace termicida naturale: è infatti
sufficiente appendere negli armadi qualche sacchetto di tela contenente
scorze di limone secche per tenere alla larga le tarme.
Particolarmente
utilizzato in aromaterapia (forma di medicamento alternativa che si
basa sull’utilizzo di oli vegetali essenziali per curare dolore, stress,
depressione e regolarizzare le diverse funzioni corporee) il limone
veniva utilizzato per questo scopo già dagli antichi Egizi, che si
avvalevano del suo succo per curare anche le dermatiti. Gli esperti di
aromaterapia spiegano che le essenze (in questo caso quelle del limone)
agiscono direttamente sul sistema nervoso ed endocrino migliorando anche
gli stati d’animo poiché le molecole aromatizzate, raggiungendo le la
corteccia cerebrale, inducono una piacevole sensazione di equilibrio e
benessere, che va a compensare eventuali situazioni di ansia e stress.
Veronesi: una bella limonata fa da scudo contro il cancro
Al
limone gli scienziati assegnano un posto importante nelle abitudini
quotidiane che possono proteggerci dall’azione degli agenticancerogeni.
«La ricerca ha evidenziato per questo frutto un ruolo speciale nella
prevenzione, sebbene nessun alimento da solo possa essere uno scudo
efficace se non viene inserito in una dieta e in uno stile di vita
salutari», dice Umberto Veronesi (puoi chiedergli un consulto), garante
scientifico di OK. «Nei limoni ci sono molecole con notevoli proprieità
antiossidanti, capaci di contrastare l’azione dei radicali liberi, che
possono alterare la struttura delle membrane cellulari e del materiale
genetico (Dna) e quindi aprire la strada ai processi di formazione della
neoplasia. Sono i flavonoidi, presenti ad alte concentrazioni, e i
limonoidi (che si ritrovano soprattutto nella buccia e che
contribuiscono a fornire il tipico sapore agro)».
Gli studi scientifici promuovono l’agrume.
Uno
studio pubblicato sul Journal of agricultural and food chemistry rivela
che i flavonoidi riescono a limitare l’azione di alcune particolari
molecole con un alto potenziale cancerogeno.
Secondo
un’altra ricerca, apparsa sulla rivista Current cancer drug targets,
queste sostanze rallenterebbero il processo di duplicazione delle
cellule tumorali.
«In
più, hanno il potere di limitare le infiammazioni croniche, che a loro
volta sono alla base, spesso, della trasformazione neoplastica dei
tessuti», continua Veronesi. «I limonoidi, dal canto loro, mostrano una
diretta capacità di frenare alcuni tipi di cellule cancerose, come
quelle del neuroblastoma: l’hanno verificato, per ora solo in provetta, i
ricercatori della Texas Agriculture experiment station di Chillicothe
(Stati Uniti). Nuovi studi saranno necessari per confermare questi
risultati anche sull’uomo, e ci vorrà tempo. Ma possibili capacità
anticancro dei limonoidi sono comunque emerse anche da altri lavori
scientifici (finanziati dal Dipartimento dell’agricoltura
statunitense)».
Ma
quanto succo bisognerebbe bere? «L’ideale è una spremuta di un limone
al giorno», dice Veronesi. «E una spruzzata di limone sull’insalata è un
gesto che bisognerebbe ricordarsi di fare più spesso» (da Uomoplanetario.org).
SINO A CHE DIO .....
Un anziano disse: "Non feci mai un passo
senza sapere dove posassi il piede.
Mi fermavo a riflettere, senza cedere, sino
a che Dio non mi prendesse per mano".
martedì 22 gennaio 2013
Se capissimo quanto è dolce camminare sempre alla presenza di Dio, sentirci sotto il suo sguardo, lasciarci condurre dalla sua mano, penseremmo sempre a Lui, non potremmo fare altrimenti, sarebbe la nostra più grande gioia.
I santi conoscevano se stessi meglio di quanto conoscessero gli altri: ecco perché erano umili.
Davanti ad una preghiera ben fatta i dispiaceri si sciolgono come neve al sole.
Figli miei, noi ci rendiamo conto di quanto potere possa avere
un'anima pura sul buon Dio: ella ottiene da Lui tutto ciò che vuole.
Un'anima pura è con Dio come un bambino con la mamma: la accarezza, la
bacia e sua madre gli restituisce le carezze e gli abbracci.
Si può essere santi da fare miracoli ma, se non si ha la carità, non si andrà in paradiso.
lunedì 24 dicembre 2012
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