mercoledì 15 maggio 2013

DIETA SENZA MUCO

Pochi sanno che i cibi fatti con la farina bianca, e l'insieme dei latticini, in genere creano una specie di colla che, pian piano, aderisce alle pareti intestinali creando uno strato che impedisce ai nutrimenti di essere assorbiti ed avvelena quelli che riescono ad attraversarlo. 

La farina bianca ed i prodotti da essa derivati (pane, pasta, pizza, dolciumi, ecc.), durante la digestione diventano una specie di colla: in tempo di guerra facevano giocare i ragazzini con una colla fatta di farina bianca cotta in poca acqua. 

Questa poltiglia può essere considerata come una sorgente di innaturale muco, che costituisce un importantissimo fattore di inquinamento del nostro organismo.

Nel tempo, esso diventa capace di attaccarsi alle pareti intestinali, e ad altre condutture organiche, e di ricoprirle con uno strato sempre più spesso. 

Ognuno di noi, anche se crede di essere in buona salute, ha accumulato fin dalla prima infanzia una certa quantità di materiali di rifiuto, in special misura sulle pareti intestinali. 

Si pensi al proposito che esami di autopsia hanno riscontrato che il 50/60% dei colon esaminati (ultimo tratto intestinale) conteneva fino a 6/7 chilogrammi di rifiuti di cui alcune parti risalenti a diversi anni prima. 

Il fatto che una persona abbia lo svuotamento intestinale ogni giorno non significa che sia libera da un accumulo indesiderabile di detriti e prodotti di rifiuto sulle pareti dell'intestino. 

Questo dipende dal fatto che i villi intestinali sono così fitti e sottili che possono trattenere le sostanze collose (muco) con cui entrano in contatto: sostanze che vi restano letteralmente attaccate.

Ora, i padroni del vapore, invece di tornare indietro evitando il percorso dal pane 00, al latte e ai formaggi zeppi di veleni, ai polli da batteria, alla nutella, alle molecole, stanno continuando, nel resto del mondo, il medesimo giro.

Non ci sono parole!


LE SOFFERENZE PAZIENTI

Quelli che non hanno nessuna sofferenza da sopportare sono come acque che imputridiscono. 

Quelli che sopportano le sofferenze con ogni pazienza sono invece come le acque che scorrono veloci, e sono ancora più limpide quando passano sulle rocce e cadono in cascata.

L'UMILTA'

L'umiltà disarma la giustizia di Dio.

I RADICALI LIBERI

Da una mia pubblicazione, apparsa sul nr di maggio - giugno 1997, di "Civitas Hippocratica", Rivista bimestrale del Centro Studi di Medicina, Direttore Mario Colucci.

A) GENERALITA’

Nel linguaggio corrente, si parla di Radicali Liberi come di specie chimiche derivanti dall'ossigeno: un atomo di ossigeno è circondato da quattro coppie di elettroni e, quando i processi metabolici dell'organismo gliene strappano uno, l'atomo derubato diviene per l'appunto un RL, che cerca di ripristinare la propria struttura rimpiazzando l'elettrone perso, rubandolo a sua volta ad un'altra molecola. Questo tentativo di furto crea, però, un altro RL, con l'innesco di una reazione a catena che lede le strutture cellulari. La definizione di RL, invero, pur identificando tutte le sostanze biologicamente attive derivanti dall'ossigeno, è impropria: non tutte, fra queste, contengono nel loro orbitale esterno elettroni spaiati bensì appaiati. Le sostanze derivanti dall'ossigeno, sebbene tutte lesive dell'integrità cellulare, comprendono allora: a) sia i RL in senso stretto (radicale idrossilico, anione superossido, ossido nitroso); b) sia altre sostanze derivanti dall'ossigeno (perossido d'idrogeno, acido ipocloroso, ossigeno singoletto), definite come ROS (Reactive Oxigen Species).

Radicali Liberi in senso stretto.

- Radicale idrossilico (OH). E' strettamente reattivo e si genera all'interno della cellula nella reazione fra acqua ossigenata e ferro o rame liberi o chelati, nella reazione detta di Fenton.
- Anione superossido (02). Viene prodotto in una grande quantità di reazioni fisiologiche dell'organismo umano, fra cui le principali: nell'ossidazione della emoglobina, nei mitocondri a livello della catena di trasporto elettronico, nel reticolo endoplasmatico, nei macrofagi, nei neutrofili immunologicamente attivati.
- Ossido nitroso (NO). Viene sintetizzato ad opera di una sintetasi, a partire dall'arginina e la sua produzione può essere bloccata da inibitori della sintetasi stessa, come la N metilarginina. L'NO si trova in due forme fondamentali: costituiva (presente nei neuroni e in altre cellule) e inducibile (indotta nell'endotelio vasale dalle' interleuchine liberate dalle cellule infiammatorie, per cui viene prodotto in gran quantità in tutte le condizioni infiammatorie sistemiche, come nello shock).


Sostanze attive derivanti dall'ossigeno o ROS (Reactive Oxigen Species).

- Perossido d'idrogeno (H2 02). Ha lunga e duratura emivita ed è il prodotto di dismutazione del superossido ad opera di enzimi, le superossidodismutasi o SOD, rame-zinco-manganese dipendenti. L'intervento delle SOD è fondamentale perchè bloccano il reattivo anione superossido trasformandolo nella meno reattiva acqua ossigenata, sebbene questa attraversi la membrana cellulare e dentro la cellula reagisca con ferro o rame liberi o chelati, con formazione di radicale idrossilico.
- Acido ipocloroso. Nasce dall'interazione fra agenti esterni e cellule del sistema immunitario: è molecola altamente lesiva per proteine ed aminoacidi del DNA. 

I RL hanno di base un ruolo protettivo (le cellule immunitarie, ad esempio, le impiegano come armi di difesa contro microrganismi patogeni) e sono di norma contrastati dal cosiddetto "pool antiossidativo" (secondo un modello di bilancia omeostatica) costituito da sostanze intracellulari enzimatiche e da extracellulari anche non enzimatiche (fra cui melatonina e bilirubina), così divise: 1) Antiossidanti enzimatici: superossido - dismutasi o SOD (Cu-Zn-Mn dipendente); glutationperossidasi; catalasi. 2) Antiossidanti non enzimatici lipofili: betacarotene; vit. E; ubichinolo. 3) Antiossidanti non enzimatici idrofili: glutatione ridotto; vit.C; ac. urico; albumina. 4) Sequestratori di ioni dei metalli di transizione, potenti attivatori dello stress ossidativo cellulare: ceruloplasmina (sequestra gli ioni rame). Quando, però, la quantità degli stessi RL aumenta al punto da non poter essere più contrastati, verificandosi il cosiddetto "stress ossidativo", essi esplicano tutti i loro danni a carico delle strutture biologiche. Tali danni possono riguardare sia le membrane (ove avviene una lipoperossidazione, cioè l'innesco, in genere ad opera di un idrossiradicale, di una reazione a catena di ossidazione degli acidi grassi polinsaturi presenti nei fosfolipidi di cui sono ricche le membrane cellulari stesse), sia alcune molecole insature presenti nelle cellule (aminoacidi, purine, catecolamine), sia lo stesso nucleo cellulare (con danneggiamento delle basi del DNA e dell'RNA e conseguenti, possibili errori di trascrizione e traduzione dell'informazione genica).

B) I DANNI ALLE STRUTTURE BIOLOGICHE

Vari organi o sistemi rimangono compromessi dai RL:

1) Sistema cardiovascolare: studi recenti sulla sequenza aterogenetica evidenziano il forte ruolo delle LDL ossidate e dei RL derivanti in particolare dai Macrofagi: Secondo il modello risultante da tali studi, le LDL (modificate ossidativamente ad opera dei macrofagi, delle cellule endoteliali, delle cellule
muscolari lisce ed in ogni caso dalle forme attive dell'ossigeno) da un verso attraggono nell'intima i monociti circolanti e, infarcendoli di gocce lipidiche, Ii trasformano in cellule schiumose; d'altro canto bloccano in situ tali macrofagi, inibendone il rientro nella corrente ematica. Ma sussiste anche un danno diretto (sino alla necrosi) delle cellule endoteliali (con denudazione di aree intimali) ad opera dei RL (anione superossido, radicale idrossilico, perossido d'idrogeno), che vengono immessi dalle cellule schiumose nel sottoendotelio, unitamente ad enzimi litici quali collagenasi, elastasi, lipasi. Tramite l'azione del PDGF, di eventuali altri fattori di crescita e dei prodotti di ossidazione dell'acido arachidonico (endoperossidi, trombossano A2, malonildialdeide), rimarrebbe consolidata in via definitiva la placca o la lesione aterosclerotica in sè. Infine, l'intervento dei RL si traduce anche in alterazioni emostatiche ed emoreologiche (ad esempio
sul fibrinogeno, sull'aumentata viscosità ematica, sulla ridotta deformabilità eritrocitaria), perchè esse danneggiano le proteine dotate di gruppi superficiali SH, acidi nucleici (a livello di basi azotate e molecole saccaridiche), collagene (30% delle proteine totali), ac. ialuronico (viene depolimerizzato), elastina arteriosa. Un danno specifico operato dai RL è la lipoperossidazione delle cellule muscolovasali della zona cardiaca interessata da un infarto che riconosce poi marcate riduzioni di enzimi antiossidanti (SOD e glutationperossidasi).

2) Sistema broncopolmonare: il polmone, per le sue caratteristiche anatomofunzionali, è un organo particolarmente a rischio di danno ossidativo. Gli ossidanti vengono prodotti dalle cellule parenchimali durante i normali processi biochimici, ma possono arrivare al polmone anche attraverso la via esogena: il fumo di sigaretta rappresenta il caso più tipico, insieme a quello indotto dall'inquinamento ambientale; altre fonti sono rappresentate dalle cellule infiammatorie in condizione di stimolazione cronica. Il processo infiammatorio, ritenuto il maggior meccanismo patogenetico della BPCO, è caratterizzato da fenomeni di vasodilatazione ed aumentata permeabilità capillare, da incremento delle cellule caliciformi e da un infiltrato cellulare con macrofagi e neutrofili, essendo stata dimostrata l'azione di alcuni mediatori (fra cui l'elastasi e la mieloperossidasi dei neutrofili) in grado di danneggiare l'epitelio respiratorio. I RL sono presenti nelle sedi di infiammazione
sia per la produzione endogena di macrofagi e neutrofili che per l'inspirazione di fumo di sigaretta.

3) Pancreas: i RL aumentano enormemente le lipoperossidazioni delle membrane delle cellule di Langerhans e le lesioni del loro DNA, favorendo in modo chiaro la progressione diabetica.

4) Cristallino: i polipeptidi del cristallino vengono modificati da perossidi e radicali idrossilici in modo ingravescente, sino alla formazione di cataratta.

5)Sinovia: l'ac. ialuronico presente nel liquido sinoviale viene depolimerizzato dai radicali idrossilici, in chiara connessione con lo sviluppo di artropatie.

6) Sistema nervoso: il tessuto cerebrale è l'organo maggiormente esposto ai danni da RL. E' infatti molto ricco di acidi di grassi polinsaturi (loro substrato preferito); è carente di alcuni enzimi antiossidanti (come glutationperossidasi, SOD e catalasi); a parità di peso, consuma più ossigeno, con abbondanza di reazioni ossidoriduttive e maggior sensibilità al danno radicalico. Il danno alle strutture biologiche prodotto dallo stress ossidativo (perossidazione in particolare) costituisce via comune dei diversi meccanismi molecolari che sostengono molte malattie degenerative del sistema nervoso (Parkinson, Alzheimer, Sclerosi multipla, corea di Huntington). Appaiono inoltre interessanti le sperimentazioni sui traumatizzati spinali: le perossidazioni successive ai traumi che inducono danno nervoso e questo stesso possono essere bloccate nell'80% dei casi intervenendo immediatamente con dosi elevate di antiossidanti (glutatione, vit. C) per via parenterale.

7) Infezioni: l'attenzione dei ricercatori è concentrata sulle condizioni dell'ambiente cellulare interno, favorenti o meno l'attecchimento e la diffusione dell'infezione. Si è visto che un virus, per potersi riprodurre dentro una cellula, ha bisogno di un ambiente ossidato e inoltre, aggiungendo glutatione ridotto alle cellule infettate dal virus, si ottiene la risoluzione dell'infezione. Dalla Germania, dagli USA, dalla Francia, giungono lavori sull'AIDS che hanno come razionale lo stress ossidativo cellulare e la conseguente terapia
antiossidante, visto anche che i principali farmaci antiretrovirali lo incrementano notevolmente con decremento dei livelli di glutatione ridotto, ubichinolo e vit. E.

8) Cancro: i RL presenti in gran quantità nelle cellule cancerose si possono bloccare aumentando i livelli intracellulari di enzimi antiossidanti (SOD e catalasi).

Due informazioni:

A) Fumo di sigaretta: insieme a numerose sostanze (fra cui il tossicissimo cadmio), esso veicola nell'organismo la nicotina ed i tiocianati che da essa derivano: vengono così favoriti il release delle catecolamine e la successiva formazione di RL come il perossido d'idrogeno, ogni sigaretta accesa essendo in grado di produrre quindici milioni di miliardi di RL.

B )Radio-televisione-computer: i numerosi stimoli visivi e acustici di questi tre mezzi veicolano informazioni rapide, spesso contraddittorie e paradossali, esitando in netta diminuzione delle riserve di SOD ed in astenia generalizzata.


C)SISTEMI DI DIFESA DAI RL

Ci si può difendere dai danni prodotti dai RL con gli antiossidanti. Questi, grazie alla loro particolare struttura molecolare, possono cedere un elettrone ai RL stabilizzandoli, ma senza diventare a loro volta pericolosi cacciatori di elettroni. Gli antiossidanti sono suddivisi in:
1) Farmaci antiossidanti: esiste un'intensa ricerca dedita alla messa a punto di farmaci sintetici anti RL, da impiegare sia come supporto in determinate condizioni patologiche, sia come antiossidanti nella dieta giornaliera. I più importanti e noti sono, fra essi, il glutatione
ridotto e l'acetilcisteina.
2) Enzimi endogeni: tale linea di ricerca si occupa di potenziare la naturale attività antiossidante dell'organismo o di stimolare i potenti enzimi antiossidanti endogeni, come la SOD e la glutationperossidasi.
3) Sostanze nutritive antiossidanti: i nutrienti ad attività antiossidante in natura sono centinaia, ma i più noti sono i seguenti: - ubichinone o CoQ 10 (pur importante nel metabolismo energetico); - vitamina A (effetto anticancerogeno); - betacarotene o provitamina A (sequestra i singoli ioni d'ossigeno e altri radicali e protegge le LDL); - vitamina C (sequestra i radicali -OH); - vitamina E (inibisce la catena degli eventi ossidativi); - biotlavonoidi (sottogruppo di polifenoli ad attività antiossidante, contenuti in frutta e verdure). Si sottolinea che la vitamina E blocca i RL catturando i radicali idrossilici ma trasformandosi in radicale, potendo tornare vitamina nativa solo se la vitamina C le cede un atomo di idrogeno: associarle è ottimale. Gli antiossidanti nutritivi ideali devono avere un basso peso molecolare (in modo da poter passare intatti dall'apparato digerente al circolo sanguigno) e devono avere un potere antiossidante almeno paragonabile a quello dei potenti enzimi endogeni (come SOD e glutationperossidasi). A tal riguardo, un'industria britannica ha commercializzato (anche in Italia), in forme farmaceutiche quali le compresse, ottimi e ricchi estratti vegetali ricavati da agrumi, acerola, rosa canina, ribes nero ed altri.


BIBLIOGRAFIA
Alderton P.M., Gros J., Green M.D. Cancer Res. 52: 194210, 1992.
Barnett Y.A. British Journal Biomed. Sci. 51: 278-287, 1994.
Coyle J.T. Nature Medicine, IO: 1006-1007,1995.
Coyle J.T., Puttfarcken P. Science, 262: 689-695, 1993.
Derogatis L.R. ed Al. Jama 242: 1504-1509, 1979.
Flanl F. Science 266: 1234-1236, 1994.
Gibbs J.B., Oliff A. CelI., 79: 193-198, 1994.
Hennekens C.H. The Anlerican Journal of Medicine. 97: 3A-2S/3A-13S, 1994.
Rienlersn13 R.A. et AI. Lancet 337: 1-5, 1991.
Sharma H. Radicali liberi. Edizioni Tecniche Nuove, Sez. Medicina Naturale.

RACCOMANDAZIONE

Vi raccomando la fanciullezza e la gioventù.

Curatene con grande premura la educazione, la più cristiana possibile: mettete loro sott'occhio libri che aiutino a fuggire il vizio e a praticare la virtù.

(don Bosco)

martedì 30 aprile 2013

OH, FIGLI MIEI: COM'E' TRISTE!

Tre quarti dei cristiani lavorano - del tutto intenti al piacere! - solo per soddisfare questo cadavere, il corpo, che presto marcirà sotto terra: mancano di spirito e buon senso.

martedì 12 marzo 2013

TU SOLO LO PUOI

Nessuno, tra tutti coloro che stanno sotto il cielo, quaggiù, mi può dare consolazione.

Tu solo lo puoi, o Signore mio Dio, celeste medico delle anime, che colpisci e risani, cacci all'inferno e da esso ritogli.

lunedì 11 febbraio 2013

UNO YOGI SUPREMO

E' uno yogi supremo chi guarda con mente equanime tutti gli uomini: benefattori, amici, nemici, stranieri, mediatori, esseri odiosi, parenti, peccatori e santi.

mercoledì 30 gennaio 2013

QUESTA E' GRAZIA

Cari figli, questa è grazia: che Io possa essere con voi; perciò accettate e vivete i miei messaggi per il vostro bene.

Io vi amo, e dunque sono con voi per insegnarvi e condurvi verso una vita nuova di rinuncia e di conversione.

Solo così scoprirete Dio e tutto quello che adesso vi è lontano.

CANCRO E LIMONE: COSA NE PENSA U. VERONESI

l limone (Citrus) è un prodotto miracoloso per uccidere le cellule tumorali, essendo 10.000 volte più forte della chemioterapia. 
Perché non ne sappiamo nulla? Perché ci sono laboratori interessati a creare una versione sintetica delle sostanze naturali, traendone enormi profitti, rivendendo i loro prodotti sotto nomi diversi a prezzi esagerati.
Il succo di limone è utile nel prevenire la malattia. Il suo sapore è gradevole e non produce gli effetti terribili della chemioterapia. L’albero di limone è noto per la sua varietà di limoni e limette. Si può mangiare il frutto in diversi modi: si può mangiarne la polpa, premere il succo, preparare bevande, sorbetti, pasticcini, ecc .. E' apportatore di tante virtù, ma la più interessante è l’effetto che produce su cisti e tumori. 
Questa pianta è un rimedio provato contro i tumori di tutti i tipi. E ‘considerato anche come uno spettro anti-microbico contro le infezioni batteriche e funghi, efficace contro i parassiti interni e vermi, regola la pressione sanguigna troppo alta, è un antidepressivo, combatte lo stress e disturbi nervosi.
La fonte di queste informazioni è affascinante: si tratta di uno dei più grandi produttori di droga nel mondo, dice che dopo più di 20 test di laboratorio dal 1970, gli estratti hanno rivelato che: distrugge le cellule maligne in 12 tipi di cancro, incluso quello del colon, del seno, della prostata, polmone e pancreas … 
I composti di questo albero hanno dimostrato di essere 10.000 volte più potenti del prodotto Adriamicina, un farmaco chemioterapico normalmente utilizzato in tutto il mondo, rallentando la crescita delle cellule tumorali. 
E, cosa ancora più sorprendente: questo tipo di terapia con estratto di limone distrugge solo le cellule tumorali maligne e non influisce sulle cellule sane (Istituto di Scienze della Salute, 819 N. L.L.C. Causa Street, Baltimora, MD1201).

Il Limone che previene il tumore allo stomaco, all’intestino e al pancreas

Sembra sia originario dell’India, ma di questo fatto non siamo proprio sicuri, in quanto, la parola limun, in arabo, indica indifferentemente tutti gli agrumi; potrebbe essere che nell’antichità, il limone e le sue proprietà, fossero già conosciute dal popolo arabo e appellato, insieme a tutti gli altri agrumi, col nome limun. Una caratteristica quasi unica del limone è che esso ha la proprietà di fiorire in continuazione, si ha così la possibilità di vedere in una pianta di limoni fiori, frutti acerbi e maturi contemporaneamente. Grazie a questo fatto la produzione dei limoni è presente tutto l’anno, con un rallentamento durante i mesi più freddi. A differenza degli altri agrumi il limone può giungere a maturazione anche una volta staccato dalla pianta e molto spesso i limoni vengono colti ancora verdi, trattati con un procedimento funghicida, incerati e spediti verso mercati esteri, dove verranno poi trattati per farli maturare. Per questo motivo è sempre meglio non consumare la loro buccia, a meno che non si è certi che provengano da  culture biologiche.

Proprietà terapeutiche del limone

Le proprietà principali del limone nella cultura ormai di massa risiederebbero nel suo alto contenuto di vitamina C; 100 g di frutto fresco, e per fresco si intende appena colto, contengono 50g di vitamina C. Questa vitamina così importante per la nostra salute si degrada molto rapidamente e la sua conservazione in frigorifero non riesce certo a mantenerla integra al 100%. Oltre alla vitamina C, il limone contiene: saccarosio, glucosio e fruttosio ( zuccheri immediatamente assimilabili), sali minerali, calcio, fosforo, ferro, manganese, rame e altre importanti vitamine del gruppo B e A.
Il limone si presenta come un ottimo antisettico e battericida, ma non solo: è anche un valido aiuto per chi ha poche difese immunitarie in quanto è in grado di “aumentare” la produzione dei globuli bianchi, è anche rinfrescante, disintossicante, e calmante. È anche ottimo contro i dolori reumatici e funge bene da “scudo”, contro la pressione alta. È particolarmente indicato anche per coloro che soffrono di anemia ed è un buon stimolatore gastro-epatico-pancreatico. Anche per quanto riguarda il trattamento del diabete, questo frutto si è dimostrato un ottimo deterrente. Alcuni recenti studi americani hanno evidenziato che il limone, se assunto regolarmente e nelle dosi giuste, potrebbe svolgere anche un’azione preventiva contro il tumore dell’intestino, dello stomaco e del pancreas.
Il limone ha proprietà depurative disintossicanti dell’organismo e la sua assunzione regolare, preferibilmente al mattino quando si è ancora digiuni, aiuta a regolarizzare l’intestino, e combatte addirittura la cellulite. E’ interessante l’uso che viene fatto di una sostanza contenuta nel limone, chiamata limonene, che viene impiegata con successo per la distruzione dei calcoli nella cistifellea e diventata ultimamente famosa, in quanto, secondo recenti studi americani, se assunto regolarmente, avrebbe proprietà antitumorali a livello preventivo, soprattutto per quanto riguarda pancreas, stomaco e intestino.
Il limone è molto consigliato contro nausea, diarrea e soprattutto per chi ha necessità di irrobustire le difese immunitarie; il suo succo fresco ha la proprietà di prevenire l’arteriosclerosi, ha benefici sul fegato, sul pancreas e sul sangue, favorendone la fluidità. Il limone, quando è veramente fresco, appena colto, oltre che rimineralizzante e antianemico è un buon attivatore delle difese organiche e un ottimo disinfettante. Infine, questo frutto è anche un efficace termicida naturale: è infatti sufficiente appendere negli armadi qualche sacchetto di tela contenente scorze di limone secche per tenere alla larga le tarme.
Particolarmente utilizzato in aromaterapia (forma di medicamento alternativa che si basa sull’utilizzo di oli vegetali essenziali per curare dolore, stress, depressione e regolarizzare le diverse funzioni corporee) il limone veniva utilizzato per questo scopo già dagli antichi Egizi, che si avvalevano del suo succo per curare anche le dermatiti. Gli esperti di aromaterapia spiegano che le essenze (in questo caso quelle del limone) agiscono direttamente sul sistema nervoso ed endocrino migliorando anche gli stati d’animo poiché le molecole aromatizzate, raggiungendo le la corteccia cerebrale, inducono una piacevole sensazione di equilibrio e benessere, che va a compensare eventuali situazioni di ansia e stress.

Veronesi: una bella limonata fa da scudo contro il cancro

Al limone gli scienziati assegnano un posto importante nelle abitudini quotidiane che possono proteggerci dall’azione degli agenticancerogeni. «La ricerca ha evidenziato per questo frutto un ruolo speciale nella prevenzione, sebbene nessun alimento da solo possa essere uno scudo efficace se non viene inserito in una dieta e in uno stile di vita salutari», dice Umberto Veronesi (puoi chiedergli un consulto), garante scientifico di OK. «Nei limoni ci sono molecole con notevoli proprieità antiossidanti, capaci di contrastare l’azione dei radicali liberi, che possono alterare la struttura delle membrane cellulari e del materiale genetico (Dna) e quindi aprire la strada ai processi di formazione della neoplasia. Sono i flavonoidi, presenti ad alte concentrazioni, e i limonoidi (che si ritrovano soprattutto nella buccia e che contribuiscono a fornire il tipico sapore agro)». 
Gli studi scientifici promuovono l’agrume.
Uno studio pubblicato sul Journal of agricultural and food chemistry rivela che i flavonoidi riescono a limitare l’azione di alcune particolari molecole con un alto potenziale cancerogeno. 
Secondo un’altra ricerca, apparsa sulla rivista Current cancer drug targets, queste sostanze rallenterebbero il processo di duplicazione delle cellule tumorali. 
«In più, hanno il potere di limitare le infiammazioni croniche, che a loro volta sono alla base, spesso, della trasformazione neoplastica dei tessuti», continua Veronesi. «I limonoidi, dal canto loro, mostrano una diretta capacità di frenare alcuni tipi di cellule cancerose, come quelle del neuroblastoma: l’hanno verificato, per ora solo in provetta, i ricercatori della Texas Agriculture experiment station di Chillicothe (Stati Uniti). Nuovi studi saranno necessari per confermare questi risultati anche sull’uomo, e ci vorrà tempo. Ma possibili capacità anticancro dei limonoidi sono comunque emerse anche da altri lavori scientifici (finanziati dal Dipartimento dell’agricoltura statunitense)». 
Ma quanto succo bisognerebbe bere? «L’ideale è una spremuta di un limone al giorno», dice Veronesi. «E una spruzzata di limone sull’insalata è un gesto che bisognerebbe ricordarsi di fare più spesso» (da Uomoplanetario.org).

SINO A CHE DIO .....

Un anziano disse: "Non feci mai un passo senza sapere dove posassi il piede. 

Mi fermavo a riflettere,  senza cedere, sino a che Dio non mi prendesse per mano".

CREATO PER AMARE DIO

L'uomo, creato per amare Dio, per possederLo, non Lo ama e ha altrove i suoi affetti.

martedì 22 gennaio 2013

L'anima che smette di pregare muore di fame.
Se capissimo quanto è dolce camminare sempre alla presenza di Dio, sentirci sotto il suo sguardo, lasciarci condurre dalla sua mano, penseremmo sempre a Lui, non potremmo fare altrimenti, sarebbe la nostra più grande gioia.
I santi conoscevano se stessi meglio di quanto conoscessero gli altri: ecco perché erano umili.
Davanti ad una preghiera ben fatta i dispiaceri si sciolgono come neve al sole.
Figli miei, noi ci rendiamo conto di quanto potere possa avere un'anima pura sul buon Dio: ella ottiene da Lui tutto ciò che vuole.
Un'anima pura è con Dio come un bambino con la mamma: la accarezza, la bacia e sua madre gli restituisce le carezze e gli abbracci.
Si può essere santi da fare miracoli ma, se non si ha la carità, non si andrà in paradiso.